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Svizzera La Svizzera confina a nord con la Germania per 345,7 km, a est con il Liechtenstein per 41,1 km e con l'Austria per 165,1 km, a sud con l'Italia per 734,2 km e a ovest con la Francia per 571,8 km. La lunghezza totale dei confini nazionali è di 1857,9 km. La capitale federale della Svizzera è Berna che è anche la capitale dell'omonimo cantone. Indice [nascondi] In breve [modifica] Gli svizzeri tedeschi, pur utilizzando il tedesco standard come lingua scritta e per le comunicazioni ufficiali, parlano in dialetto svizzero tedesco, diverso per ogni valle e in alcune varianti difficilmente comprensibile anche da svizzeri tedeschi di altre regioni, oltre che dai germanofoni di Austria e Germania. Per questo può capitare che gli svizzeri tedeschi riscontrino, nel parlare il tedesco standard, le difficoltà tipiche degli alloglotti. Le trasmissioni svizzere mandate in onda sul canale internazionale 3sat (televisione satellitare gestita congiuntamente dalla TV pubblica tedesca, austriaca e svizzera) sono sottotitolate in tedesco standard. Gli svizzeri quindi non formano una nazione nel senso di una comune appartenenza etnica, linguistica e religiosa. Il forte senso di appartenenza al Paese si fonda sul percorso storico comune, sulla condivisione dei miti nazionali e dei fondamenti istituzionali (federalismo, democrazia diretta, neutralità), sulla geografia (Alpi), sulle piccole dimensioni in mezzo ai giganti europei e in parte sull'orgoglio di rappresentare un caso particolare in Europa. La Svizzera è stata una confederazione di cantoni solo fino al 1848. Da quell'anno, pur mantenendo il nome di confederazione, si è trasformata in una repubblica federale, suddivisa in 26 cantoni. Con un reddito pro capite pari a 52.600 franchi svizzeri nel 2004 [1] (33.000 Euro), la Svizzera è uno dei Paesi economicamente più prosperi al mondo. Tre quarti della forza lavoro sono attivi nel settore terziario. La politica estera è contraddistinta dalla tradizionale neutralità. La Svizzera fa parte delle Nazioni Unite (dal 2002), dell'EFTA, del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione mondiale del commercio (dal 1959), ma non dell'Unione europea. Geografia [modifica] Geografia fisica [modifica] Morfologia [modifica] Montagne [modifica] In Svizzera svettano complessivamente 74 cime oltre i 4000 mt, di cui 55 completamente nel territorio svizzero e 19 al confine con l'Italia. Le dodici cime più alte sono tutte nelle Alpi vallesane. Il punto più elevato è rappresentato dai 4.634 metri sul livello del mare della Punta Dufour del massiccio del Monte Rosa, poco distante dall'Italia, mentre la montagna più alta interamente nel territorio della Confederazione è il Dom, di 4.545 metri, tra Zermatt e Saas Fee. Il monte svizzero (condiviso con l'Italia) più noto al mondo è probabilmente il Matterhorn, anche conosciuto come Cervino (4.478 metri), a sud di Zermatt. Anche il gruppo composto da Eiger (3970 m.s.l.m), Mönch (4.107 m.s.l.m) e Jungfrau (4.158 m.s.l.m.) nelle Alpi bernesi è uno dei panorami più fotografati.
Fiumi [modifica] I maggiori fiumi svizzeri, tra cui i grandi fiumi europei Reno e Rodano nascono dal massiccio del San Gottardo, che dà alla luce anche il Ticino che scorre verso sud, e la Reuss, che forma a nord il Lago dei Quattro Cantoni. Tutti i fiumi svizzeri confluiscono nel Reno o nel Rodano, tranne il Ticino, che sfocia nel Po, e l'Inn, che nasce dal Maloja e si getta nel Danubio. Le Alpi svizzere fungono quindi da spartiacque, generando corsi d'acqua che si dirigono verso l'Oceano Atlantico, il Mediterraneo occidentale, il Mediterraneo orientale e il Mar Nero. Il corso d'acqua più lungo nel territorio svizzero è il Reno, lungo 375 km, seguito dal suo affluente Aar con 295 km e dal Rodano con 264 km. Laghi [modifica] A causa della sua struttura topografica e in eredità dalle ere glaciali, il territorio svizzero ospita circa 1.500 laghi, per la maggior parte laghetti di montagna. Il lago con la maggior estensione in Svizzera è il Lemano (580,03 km², di cui il 60% in territorio svizzero), formato dal Rodano, su cui si specchiano Ginevra e Losanna. Con i suoi 536 km², il lago di Costanza, al confine con Austria e Germania e formato dal Reno, è solo leggermente meno esteso. A sud delle Alpi, il territorio Svizzero è bagnato da due laghi, il lago Maggiore (la parte in territorio svizzero è poco estesa (19,20 km²) in rapporto alla parte italiana), il cui emissario è il Ticino, e il lago di Lugano (o Ceresio) che si ramifica in territorio svizzero e italiano. Il lago Maggiore, (il cui pelo dell'acqua rappresenta il punto più basso della Svizzera: 193 m.s.l.m.), prende il proprio nome erroneamente dal fatto che, anticamente, si credeva fosse il più grande tra i tre laghi presenti nella Regione Insubrica: in effetti il più esteso è il lago di Garda . I laghi più grandi completamente in territorio elvetico sono il lago di Neuchâtel (215,20 km²), il lago dei Quattro Cantoni (113,72 km²) e il lago di Zurigo (88,17 km²). Ambiente [modifica] Flora [modifica] Fauna [modifica] Geografia umana [modifica] Religioni [modifica] Il 41% degli svizzeri aderisce al Cattolicesimo, il 40% alla Chiesa riformata svizzera (protestante) il 2,5% alle chiese protestanti libere. Il 11,5% della popolazione svizzera non professa alcun credo religioso. Fra gli stranieri (circa il 20% della popolazione residente) il 44% è cattolico, il 5% protestante, il 17% cristiano ortodosso, il 18% islamico e il 2% non professa nessun credo. Il panorama religioso svizzero può essere visto in dettaglio sul sito dell'Amministrazione federale[2]. Lingue [modifica] Il sistema scolastico è federalistico, quindi in ogni cantone l'insegnamento viene impartito nella propria lingua, mentre è obbligatorio lo studio di un'altra delle tre lingue nazionali (con l'eccezione del Canton Ticino, dove i programmi prevedono l'apprendimento sia del francese sia del tedesco). Quasi tutti i programmi scolastici prevedono anche l'insegnamento come lingua straniera dell'inglese. Ogni cittadino svizzero ha il diritto di potersi rivolgere alle istituzioni nazionali in una delle tre lingue ufficiali e di ricevere risposta in tale lingua. Ciò vale anche per i romanci. Questo plurilinguismo, però, non vale a livello dei cantoni e dei comuni, in cui ogni territorio decide indipendentemente sulle questioni linguistiche a livello locale. Nel 2000 il tedesco era parlato dal 63,7% degli svizzeri (in 17 cantoni), il francese dal 20,4% (in 7 cantoni), l'italiano dal 6,5% (unica lingua ufficiale del Canton Ticino e una delle tre lingue ufficiali, assieme al tedesco e romancio, nel Canton Grigioni), e il romancio dallo 0,5%. Il 9,0% della popolazione parla una lingua non nazionale. Queste percentuali includono infatti le persone senza la cittadinanza elvetica che vivono in Svizzera (20,5% della popolazione nel 2005). Se si tiene conto solo di cittadini svizzeri la situazione (censimento 2000) è la seguente: germanofoni 72,5%, francofoni 21,0%, italofoni 4,3%, romanciofoni 0,6%, altri 1,6%. Gli svizzeri germanofoni comunicano tra di loro usando esclusivamente il dialetto (svizzero tedesco) e non una variante differente di tedesco come ritengono molti. Questo fatto è dovuto essenzialmente alla volontà della gente di differenziarsi dai tedeschi nel periodo del nazismo (prima della Prima guerra mondiale anche in Svizzera si parlava correntemente tedesco) ed alla crescente diffusione dell'uso del dialetto anche nei mass-media elettronici e nella società dello spettacolo a partire dagli anni 1960. Grazie a quest'evoluzione, lo svizzero tedesco viene ora utilizzato automaticamente in quasi tutti i registri linguistici del parlato. Pertanto non si può definire un idioma unitario, ma cambia da cantone a cantone e persino da paese a paese. La lingua ufficiale della Confederazione è comunque il tedesco germanico, che rimane anche la lingua di insegnamento e quella usata nella comunicazione scritta. Geografia politica [modifica] Cantoni della confederazione elvetica # sigla nome italiano nome tedesco nome francese nome romancio capitale lingua/e (*) semicantone: i semicantoni Appenzello Esterno e Interno formano il Canton Appenzello, Basilea Città e Basilea Campagna formano il Canton Basilea, Nidvaldo e Obvaldo formano Untervaldo. A livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati. I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano. Le lingue ufficiali della Svizzera sono tre: il tedesco, nella pratica lo svizzero-tedesco (Schwizerdütsch) che, per inciso non è una lingua a se stante ma un dialetto (65% della popolazione), il francese (dialetti francoprovenzali) (20%) e l'italiano (dialetti lombardi) (6.5%). A queste si aggiunge il romancio (meno dell'1%) parlato unicamente nel canton Grigioni Città [modifica] Enclavi [modifica] Storia [modifica] La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi, dei Leponti, degli Insubri a sud e dei Rezi a sud-est. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni). La storia della Svizzera ha inizio il 1° agosto del 1291, quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Svitto e Untervaldo (detti Cantoni primitivi o Waldstätte) si riunirono sul prato del Grütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il Patto del Grütli (Patto Federale) costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosiddetta Confederazione degli otto cantoni. Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo, Appenzello e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo si diffonde in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli a Zurigo e da Giovanni Calvino a Ginevra, che diviene la "capitale" del protestantesimo. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Canton Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. I cantoni rurali rimangono generalmente cattolici, mentre i cantoni "cittadini" accolgono la Riforma. È nel villaggio di Glarona (capoluogo dell'omonimo cantone) che viene giustiziata l'ultima strega in Europa, Anna Goeldi - siamo nel 1782. Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera dall'Impero (nello stesso trattato ottengono l'indipendenza anche i Paesi Bassi). Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria: la Repubblica Elvetica. Non ci sono più cantoni ma solo semplici unità amministrative, sul modello dei Départements francesi. Nel 1803 Napoleone fa tornare la Svizzera uno stato confederale tramite l'Atto di Mediazione. Da questo momento non ci sono più territori soggetti ad altri cantoni (i baliaggi); ogni cantone è messo sullo stesso piano degli altri. Nascono così i cantoni Argovia, Grigioni, San Gallo, Turgovia, Ticino, e Vaud. Finita l'era napoleonica, al Congresso di Vienna del 1815 vengono riconosciute internazionalmente le frontiere esterne della Svizzera e quelle interne tra cantoni. Le grandi potenze impongono al Paese la «neutralità armata permanente» per sottrarlo all'influenza francese. Ai 19 cantoni della Mediazione si aggiungono Neuchâtel, Vallese e Ginevra. Il Patto federale (1815-1848) restaura la confederazione di cantoni sovrani, che avevano perso la loro autonomia sotto il dominio napoleonico. Nel 1845 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione: la Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale. Nel 1979 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il ventiseiesimo cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto a livello federale. Nel 1984 Elisabeth Kopp del Partito radicale è la prima donna eletta ministro. A livello cantonale l'ultimo cantone a adeguarsi è Appenzello Interno, che introdurrà il suffragio femminile solo nel 1990, per decisione del Tribunale federale. Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera francese) favorevole a un'integrazione nell'Unione Europea e la Svizzera tedesca e italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera tedesca tema la Germania e la Svizzera italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. Dopo una nuova votazione popolare, questa volta con esito positivo, la Confederazione entra ufficialmente nelle Nazioni Unite il 10 settembre 2002. Negli ultimi anni, la tradizionale reputazione della Svizzera come terra di virtù civile, pace e prosperità è particolarmente scossa da due eventi che segnano profondamente l'immaginario collettivo elvetico. In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, si riaccende una vasta discussione interna sul ruolo della Svizzera nel conflitto (fino a quel momento piuttosto idealizzato in conformità al mito della neutralità elvetica) e sul suo rapporto con il regime nazista tedesco. Alcune colpe vengono ammesse, e due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto. A causa di errori di amministrazione e per la sfavorevole congiuntura internazionale, nel 2001 fallisce la compagnia aerea di bandiera Swissair, per decenni orgoglio e simbolo della nazione (era chiamata la "banca volante"). Il grounding del 2 ottobre 2001 è vissuto da tutta la popolazione come un trauma collettivo. L'autunno 2001 è segnato inoltre da altre due sciagure che hanno scosso il paese: il 27 settembre un forsennato irrompe nel parlamento cantonale di Zugo e uccide buona parte dei parlamentari a colpi di fucile. Il 24 ottobre, nel tunnel autostradale del San Gottardo (17 Km) un incidente provoca 11 morti e la chiusura del tratto per alcuni mesi. Il traffico tra il Nord e il Sud dell'Europa resta paralizzato. Politica [modifica] La politica nella Confederazione Svizzera -------------------------------------------------------------------------------- Consiglio federale (lista) -------------------------------------------------------------------------------- Partiti e politici -------------------------------------------------------------------------------- Leggi dello Stato Politica interna [modifica] Politica estera [modifica] La Svizzera e l'Unione europea [modifica] Nel 2000 un importante pacchetto di 7 accordi su, rispettivamente, libera circolazione delle persone, trasporto aereo, trasporti terrestri, agricoltura, ostacoli tecnici al commercio, appalti pubblici, ricerca, ha avuto l'avallo popolare. Questo pacchetto di 7 accordi è tenuto insieme dalla cosiddetta clausola ghigliottina: vale a dire, che se uno solo dei 7 accordi viene messo in discussione, cade l'intero pacchetto. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso l'accordo della libera circolazione delle persone ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004 (il referendum riguardava solo questo accordo, in quanto gli altri 6 si erano già automaticamente estesi ai nuovi Paesi). Il 26 novembre 2006, sulla scia delle trattative bilaterali in corso, un ulteriore referendum ha permesso l'approvazione della Legge federale sulla cooperazione con i Paesi dell'Est: tale legge funge da base legale per il versamento di un miliardo di Franchi svizzeri (650 milioni di Euro), che avverrà a tappe nell'arco dei prossimi 10 anni, a sostegno dello sviluppo sociale ed economico dei 10 Paesi che hanno aderito all'UE nel 2004. Economia [modifica] Essendo un paese molto piccolo e povero di risorse, la Svizzera ha dovuto basare la propria economia su di un'industria di precisione e poi più tardi sul settore dei servizi. Questo ha permesso al paese di creare un importante valore aggiunto. Fino alla prima rivoluzione industriale, l’economia elvetica si basava quasi unicamente sull’agricoltura, come nella larghissima maggioranza degli altri stati europei. Tuttavia le novità in campo tessile provenienti dal Regno Unito trovarono terreno molto fertile, questo permise al paese di diventare uno degli Stati più industrializzati d’Europa. Successivamente nella prima metà dell’800, l’industria orologiera conobbe un grandissimo sviluppo, soprattutto nella Svizzera Romanda, diventando uno dei settori più importanti. L’800 vide nascere in terra elvetica anche molte banche, alcune delle quali oggi diventati dei colossi del mercato globale (UBS, dopo le varie fusioni e Credit Suisse), rinomate per la professionalità e la segretezza con cui trattano i loro clienti. A causa della mancanza di risorse sul proprio territorio la Svizzera non ha potuto sfruttare a pieno la seconda rivoluzione industriale, se non in campo farmaceutico, anche se con questa si lasciò definitivamente l’era agricola per aprire l’era industriale. Oggi la Svizzera si basa soprattutto sul settore dei servizi ed è sede di molte multinazionali come le sopraccitate UBS e Credit Suisse, ma anche del colosso mondiale degli alimenti Nestlé e di molte grandi aziende farmaceutiche, ad esempio Novartis e Roche. A Zurigo vi è la sede della Borsa Svizzera, che ricopre un ruolo molto importante in campo internazionale, soprattutto nel settore finanziario e nel commercio dell’oro. Con una capitalizzazione di 1,33 miliardi di dollari americani, la Borsa di Zurigo, lo Swiss Exchange (SWX), è la quindicesima borsa del pianeta e la quinta in Europa (dopo Londra, Francoforte sul Meno, Madrid e Stoccolma). (vedi Borsa valori) Inoltre la Confederazione è molto famosa e criticata per la sua pressione fiscale molto bassa in confronto a quella di molti altri paesi europei. Ultimamente è nato un contenzioso tra Unione Europea e Svizzera per le agevolazioni fiscali offerte a risiedenti stranieri, ree di sottrarre gettito fiscale a molti Stati dell’Unione. Grazie al paesaggio alpino (es.: stazioni di risalita invernali) e alle molte attrazioni artistiche (es.: Zentrum Paul Klee) la Svizzera possiede anche un importante mercato turistico. In Svizzera molti esercizi pubblici accettano l'Euro in forma di banconota, con eventuale resto in Franchi Svizzeri, alcuni esercizi pubblici accettano pure la moneta dell'Euro, in questi esercizi viene dato anche il resto direttamente in Euro. Risorse [modifica] Trasporti [modifica] La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Gli autopostali collegano innumerevoli stazioni alle località più discoste. Il tariffario è unificato tra treni, autobus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare la maggior parte delle destinazioni, anche se fanno capo ad altre imprese di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni settanta-ottanta. Dal 2005, oltre all'apertura della tratta ad alta velocità Mattstetten (Berna) - Rothrist (Argovia), tra Berna e Zurigo, un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni. La maggior parte dei treni di lunga percorrenza entrano in stazione nei 10 minuti precedenti o successivi l'ora in punto. È quindi possibile ripartire nei 10/15 minuti seguenti verso destinazioni regionali e locali. Sulle linee principali i treni transitano ogni mezz'ora. Attualmente è allo studio la cadenza di 15 minuti sulle linee principali (Ginevra-Losanna-Berna-Zurigo-San Gallo). Nel 1998 è iniziata la costruzione della galleria ferroviaria più lunga del mondo (progetto AlpTransit Gottardo) che terminerà approssimativamente nel 2017. L'AlpTransit comprende anche la galleria di base del Lötschberg (linea Basilea-Milano via Berna-Sempione-Domodossola) che è stata aperta al traffico ferroviario nel giugno 2007 e sarà completamente operativa nel dicembre del 2007. Le NTFA (nuove trasversali ferroviarie alpine) sono un progetto molto dispendioso che è nato con l'intento di trasferire la maggior parte degli autocarri che attraversano il paese su rotaia e ridurre di conseguenza il traffico e l'inquinamento stradale. Secondo le cifre pubblicate a fine 2006 dall'Ustra (Ufficio federale delle strade) sono attualmente in servizio 1758,2 Km di strade e semiautostrade, ciò che corrisponde circa al 93% della rete pianificata. I tratti ancora in costruzione per ordine di importanza sono: A9 tra Sierre e Briga, in Vallese; A4 circonvallazione Sud di Zurigo; A16 "Transgiurassiana" Tavannes (BE) - Delémont (JU) - confine francese presso Boncourt (JU); A5 circonvallazione di Biel/Bienne (BE). Le basi giuridiche per l'esistenza della bandiera svizzera sul mare sono state create durante la Seconda guerra mondiale da una decisione del Consiglio federale del 9 aprile 1941. Benché gli impegni per costituire una marina mercantile risalgano già agli inizi dell'esistenza della Confederazione nel 1848, il 9 aprile 1941 è considerato come la data di nascita della flotta nazionale. Nel 1957 il diritto di emergenza del settore marittimo è stato sostituito dalla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera. Marina mercantile - Pur non disponendo di un accesso diretto al mare, la Svizzera possiede una flotta mercantile composta di 23 navi per una capacità totale di trasporto di un milione di tonnellate circa, costituendo così la più grande flotta navale degli Stati senza sbocco sul mare. Commercio svizzero [modifica] Esportazioni [modifica] Importazioni [modifica] Prodotti svizzeri famosi [modifica] Il cioccolato svizzero [modifica] Durante il 1600 gli europei iniziarono ad interessarsi al "cioccolato" ed iniziarono a scrivere libri sull'argomento, ma solo dopo il 1615 si introdusse l'usanza di bere la cioccolata nelle corti. Nel 1569, infatti, papa Pio V aveva assaggiato la bevanda e la aveva trovata così sgradevole da vietare di berla. Soltanto nel 1662 anche la Chiesa iniziò ad accettarla. Nel 1697 il sindaco di Zurigo, Heinrich Escher, fece una vacanza in Spagna, dove assaggiò il cioccolato e ne rimase estremamente colpito. Tuttavia la prima fabbrica di cioccolato in Svizzera venne aperta da Francois-Louis Cailler solo nel 1819. Il motivo per cui ora la Svizzera è conosciuta in tutto il mondo per il suo buonissimo cioccolato, sta nell'invenzione del primo cioccolato al latte da parte dello svizzero Daniel Peter, nel 1875. Il coltellino svizzero [modifica] L'orologeria svizzera [modifica] Prodotti chimici e medicinali [modifica] Cultura [modifica] Istruzione [modifica] Stampa [modifica] Festa Nazionale [modifica] Arte [modifica] Architettura [modifica] Un altro architetto famoso è il ticinese Mario Botta (allievo di Le Corbusier), le cui opere sono conosciute in tutto il mondo. Altri architetti contemporanei famosi a livello internazionale sono: Herzog & de Meuron, Peter Zumthor, Livio Vacchini, Luigi Snozzi Pittura e scultura [modifica] Letteratura [modifica] Poesia [modifica] Romanzo [modifica] Teatro [modifica] In Italiano [modifica] Anche il teatro italofono, dunque, è limitato a queste regioni (salvo rare eccezioni di gruppi amatoriali che lavorano in italiano a Ginevra, Friburgo o Zurigo). Nella regione italiana della Svizzera vi sono tracce teatrali almeno a partire dal Seicento (convento dei Gesuiti di Bellinzona, Convento dei Somaschi a Lugano), con realizzazioni anche di un certo rilievo (traduzioni inedite dal francese, in special modo di Molière e Corneille, ad opera dell'abate Gian Pietro Riva). Nell'Ottocento l'attività teatrale è specialmente incentrata sull'importazioni di spettacoli dall'Italia (e più raramente dal resto della Confederazione Elvetica): sorgono i teatri di Lugano, Bellinzona (un raffinato edificio architettonicamente affine alla Scala di Milano), Locarno e Chiasso. La produzione autoctona tarda però a manifestarsi, se non nelle forme del teatro amatoriale e dialettale (senza testi scritti fino alla fine dell'Ottocento) e nelle manifestazioni folkloriche (come le "Sacre Rappresentazioni" - dette "Processioni storiche" - di Mendrisio, nel basso Ticino, tradizione tuttora esistente. Nel 1932 nasce la prima compagnia teatrale professionistica, ad opera di un'attrice ticinese nata a Londra, Maria Bazzi (rapido fallimento dell'iniziativa). Nel 1932, inoltre, nasce la Radio Svizzera Italiana (detta anche Radio Monteceneri) che formerà una prima generazione di attori e registi: si ricorda in particolare il lavoro, presso questo ente di Guido Calgari, Romano Calò, Giuseppe Galeati. Subentrano in seguito, come registi, Vittorio Ottino e Carlo Castelli. Grazie alla radio, gli attori iniziano anche a calcare i palcoscenici in modo professionista e nascono le compagnie indipendenti: Teatro Prisma (diretto dall'italiano Franco Passatore, 1956-59), Teatro La Cittadella (1961-66) e Teatro La Maschera (1984-93), compagnie dirette da Alberto Canetta (1924-87), uno dei più importanti uomini di teatro del dopoguerra, nella Svizzera di Lingua Italiana. Nel 1981 nasce il "Teatro della Svizzera Italiana", che promuove vaste tournée sul territorio cantonale e la cui esperienza si esaurisce nel 1987. Nel 1987 nasce inoltre il TASI (Teatri Associati della Svizzera Italiana) che raggruppa le nuove compagnie indipendenti, nate nel corso degli anni 70-80. Un ruolo notevole, in questo contesto, è svolto dalla Scuola e dal Teatro Dimitri, istallato a Verscio, da cui escono molti degli artisti attivi a partire dagli anni novanta. Nell'attuale scena, estremamente composita dal profilo sia organizzativo che stilistico (teatro di parola, teatro di marionette, teatro-danza, teatro-multimediale) si possono ricordare: il Teatro Pan, il Teatro Sunil (il cui regista Daniele Finzi Pasca lavora con il Cirque du Soleil in grandi realizzazioni internazionali), Luganoteatro, la Markus Zohner Theater Compagnie, il Teatro Paravento, il Teatro delle Radici, il Teatrodanza Margit Huber, ecc. In Tedesco [modifica] In Francese [modifica] In Romancio [modifica] Musica [modifica] Sport [modifica] Dal 1855 sono considerati sport nazionali la lotta svizzera e il lancio della pietra (una specie di hornuss). Queste discipline venivano già disputate nel Basso Medioevo, e si svolgevano durante sagre, feste di tiro, feste di mezza estate, ... . Solamente a partire dal 1850 questi sport si diffusero tra la popolazione, all'inizio erano giochi da pastore. Oltre ai giochi nazionali in Svizzera lo sport più diffuso è l'hockey su ghiaccio, seguito dal calcio e dalla pallacanestro. Alcuni monumenti e luoghi notevoli della Svizzera [modifica] |
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